Chirurgia della mano e dei nervi Brescia
Centro di Chirurgia della Mano e Microchirurgia Ricostruttiva dei Nervi Periferici presso l’Istituto Clinico Città di Brescia (Gruppo San Donato)
Sindrome dello Stretto Toracico

Trattamento della sindrome dello Stretto Toracico Neurogeno (NTOS)

Trattamento Conservativo

Il trattamento conservativo della NTOS rappresenta il primo approccio che deve essere eseguito e può includere una combinazione di terapia fisica, educazione del paziente e modifiche dello stile di vita. La terapia fisica può aiutare a migliorare la postura, rafforzare i muscoli scapolari e ridurre la compressione sui nervi del plesso brachiale.

  • Educazione del Paziente: Informare i pazienti sull’importanza del mantenimento di una buona postura e sulla riduzione dei movimenti che possono esacerbare i sintomi è cruciale. Anche il gesto lavorativo o sportivo viene studiato per verificare se esso rappresenta la causa scatenante della sintomatologia e in caso positivo porre in atto gli opportuni cambiamenti coinvolgendo l’allenatore o il medico dell’azienda.
  • Terapia Fisica: Include esercizi specifici per migliorare lo scorrimento (gliding) del plesso brachiale e dei nervi dell’arto superiore e la elasticità dei muscoli della spalla e del collo. La correzione delle disfunzioni posturali e la stabilizzazione della scapola sono essenziali al fine di determinare una apertura dello spazio costo-clavicolare.
  • Trattamenti Farmacologici: In alcuni casi, possono essere utilizzati farmaci per gestire il dolore e l’infiammazione associati alla NTOS come ad esempio i farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) o steroidei.
  • Durata del Trattamento: Per valutare gli eventuali miglioramenti è necessario attendere almeno 6-12 settimane, con i casi cronici che possono richiedere periodi più lunghi.


Non è inusuale trovare pazienti che sono riluttanti o sospettosi verso la proposta di trattamenti conservativi; infatti, spesso hanno già affrontato diversi e svariati trattamenti con ripercussioni anche finanziarie per i costi sostenuti e a volte hanno persino peggiorato la sintomatologia dolorosa.

Trattamento Chirurgico

Si ricorre alla chirurgia quando i trattamenti conservativi non forniscono un sollievo adeguato o quando la gravità dei sintomi influisce significativamente sulla qualità della vita del paziente. I principali indicatori per considerare l’intervento chirurgico includono:

  • Fallimento del trattamento conservativo dopo 3-6 mesi.
  • Sintomi severi e persistenti che non rispondono alla gestione conservativa.
  • Positività studi neurofisiologici (EMG) o di imaging (Rx, RM e Ecografia) che mostrano anomalie strutturali.
  • Perdita significativa della forza muscolare o della sensibilità
  • Grave impatto sulla qualità della vita del paziente

Tipi di Interventi Chirurgici per la NTOS

I due principali interventi per il trattamento della NTOS sono la resezione della prima costa e la scalenotomia.

  • Resezione della Prima Costa
    Rappresenta un intervento molto complesso e rischioso che viene generalmente riservo alle sindromi compressive di tipo vascolare.
  • Scalenotomia
    Questo intervento prevede il distacco del muscolo scaleno anteriore e se necessario anche il medio dalla inserzione sulla prima costa. Rispetto alla resezione della costa, la scalenotomia presenta meno complicazioni e minori tempi di recupero.
  • Resezione del Piccolo Pettorale
    Questa tecnica consiste nella sezione del muscolo piccolo pettorale dalla sua inserzione coracoide e viene utilizzata quando la compressione nervosa è non solo sovraclaveare, ma anche sottoclaveare. La sezione del muscolo deve essere accompagnata da un release della fascia sottoclaveare e rappresenta una tecnica semplice se paragonata con la ben più complessa scalenotomia o resezione della prima costa.
  • Neurolisi
    Associata alla rimozione della costa o alla scalenotomia, sono le tecniche di neurolisi. La neurolisi è una tecnica microchirurgica volta alla rimozione delle aderenze che avvolgono un nervo.