Chirurgia della mano e dei nervi Brescia
Centro di Chirurgia della Mano e Microchirurgia Ricostruttiva dei Nervi Periferici presso l’Istituto Clinico Città di Brescia (Gruppo San Donato)
Sindrome dello Stretto Toracico

Diagnosi della sindrome dello Stretto Toracico Neurogeno (NTOS)

Test Clinici

La diagnosi della Sindrome dello Sbocco Toracico Neurogena (NTOS) è complessa e difficile e si basa spesso su una combinazione di test clinici volti a riprodurre i sintomi lamentati dal paziente e cercare di determinare quale pozione del plesso brachiale è maggiormente coinvolta.

  1. EAST test (Elevated Arm Stress Test) / Roos test
    Il paziente solleva entrambe le braccia a 90 gradi di abduzione, con i gomiti a 90 gradi e i palmi rivolti in avanti. Il paziente è istruito ad aprire e chiudere le mani una volta al secondo per tre minuti.
    Il test è positivo se si riproducono sintomi come dolore, intorpidimento o debolezza, o se il paziente non è in grado di mantenere la posizione per tutta la durata a causa di questi sintomi. Questo test aiuta a identificare la compressione nel triangolo degli scaleni.
  2. ULTT test (Upper Limb Tension Test)
    Il paziente abduce il braccio a 90 gradi, estendendo il gomito, dorsiflettendo il polso e inclinando la testa dal lato opposto.
    Il test è positivo se si riproducono sintomi durante una qualsiasi parte della manovra
  3. Test di Adson
    Il paziente prende un respiro profondo e gira la testa verso il lato affetto mentre l’esaminatore palpa il polso radiale.
    Una diminuzione del polso radiale o la riproduzione dei sintomi suggerisce la compressione delle strutture neurovascolari.
  4. Test di Wright (dell’iperabduzione)
    Il braccio del paziente è abdotto e ruotato esternamente mentre l’esaminatore palpa il polso radiale.
    Una diminuzione del polso o la riproduzione dei sintomi indica una possibile compressione da parte del muscolo piccolo pettorale.
  5. Segno di Tinel
    L’esaminatore batte con l’indice sulla regione sopraclavicolare sede del plesso brachiale.
    Esso provoca dolore locale e parestesie irradiate lungo il braccio ed è indice di irritazione o compressione nervosa.
  6. Test della Palpazione
    L’esaminatore palpa aree specifiche come il triangolo degli scaleni, il muscolo scaleni anteriore, e il plesso brachiale sovra e sotto claveare, la regione del piccolo pettorale e del processo coracoideo.
    Dolore in queste aree può indicare irritazione e compressione nervosa.


Questi sono solo alcune dei test descritti e di questi sono presenti varie modifiche. Questi come altri test sono spesso utilizzati in combinazione tra loro ed è ormai noto che sono generici e poco specifici e nessuno di questi è patognomonico per la sindrome dello stretto toracico, ma in caso di positività possono aiutarci, assieme ai test strumentali, a svelare la presenza della sindrome dello stretto toracico o a escluderla a favore di altre patologie che presentano simili sintomi.

Test Strumentali

  1. Radiografia del Torace e della Colonna Cervicale
    Essenziale per escludere patologie polmonari e per rilevare anomalie ossee come coste cervicali accessorie o mega apofisi.
  2. Risonanza Magnetica (MRI) della Colonna Cervicale
    Utilizzata per identificare malattie degenerative della colonna vertebrale come ernie discali, stenosi del canale spinale e artropatia foraminale. Queste condizioni possono imitare i sintomi della sindrome dello stretto toracico.
  3. Risonanza Magnetica (MRI) del Plesso Brachiale
    La Risonanza Magnetica (MRI) del plesso brachiale è uno strumento diagnostico cruciale nella valutazione della Sindrome dello Stretto Toracico Neurogenico (NTOS). Questo esame fornisce immagini dettagliate delle strutture anatomiche coinvolte, aiutando, non sempre purtroppo, ad identificare le cause della compressione nervosa. Presenta alcune limitazioni, infatti è un esame complesso e di difficile interpretazione. In altre parole, il risultato dipende della qualità della macchina impiegata e dalla esperienza del neuroradiologo che legge l’esame. Sebbene la MRI sia utile per identificare anomalie strutturali, una Risonanza normale (negativa) non esclude la diagnosi di NTOS. I risultati devono essere interpretati in un contesto clinico globale.
  4. Test di Conduzione Nervosa (NCV) ed Elettromiografia (EMG)
    Utilizzati per escludere neuropatie periferiche e radicolopatie cervicali. Tuttavia, la maggior parte dei pazienti con NTOS mostra risultati normali in questi test. Come per la RM del plesso Brachiale, la negatività della EMG non deve fare abbandonare il sospetto di diagnosi della NTOS.
  5. Ecografia del plesso brachiale
    È sempre più spesso utilizzata nella diagnostica della NTOS. Infatti, offre il vantaggio di essere un esame dinamico, ovvero può essere eseguito mentre si chiede al paziente di eseguire i test clinici irritativi di cui abbiamo già parlato, valutando le variazioni anatomiche e le compressioni che il plesso brachiale subisce durante tali manovre.
    I limiti sono principalmente due e sono rappresentati prima di tutto dell’operato che esegue la ecografia, infatti come nel caso della RM, il medico che esegue l’esame deve essere molto esperto. Il secondo limite è rappresentato dall’osso struttura che impedisce il passaggio degli ultrasuoni. Ad esempio, non è possibile visualizzare il plesso brachiale al di sotto della clavicola.
  6. Angiografia con Risonanza Magnetica (MRA) o Tomografia Computerizzata (CTA)
    Valutano la compressione arteriosa o venosa nella TOS vascolare (ATOS e VTOS). Questi test possono essere eseguiti posizionando l’arto in diverse posizioni per determinare la compressione durante alcune specifiche posture.